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sabato 5 aprile 2008

L'ultimo Tiziano e la sensualità della pittura alle Gallerie dell'Accademia a Venezia!

Fonte: Turismo Venezia
Intorno alla metà del Cinquecento, già quasi sessantenne Tiziano scopre un nuovo modo di dipingere: il colore si stende veloce e libero sulla tela e si sovrappone in corpose pennellate, le forme si scompongono, si accentua una grande sensualità e contemporaneamente una profonda spiritualità.
Con una tecnica straordinariamente anticipatrice, crea una pittura teatrale che emoziona e per certi aspetti sembra legarsi all’opera del Tasso e agli scritti di Ariosto pubblicati negli anni ‘30 del Cinquecento proprio a Venezia.
La mostra alle Gallerie dell'Accademia a Venezia rappresenta un unicum in Italia per questo periodo dell’artista. Un percorso espositivo, articolato in tre sezioni, dedicate ai ritratti, ai temi profani e alla pittura sacra, che manifesta chiaramente il titanico impegno di Tiziano attraverso il racconto che queste opere propongono al visitatore. Una mostra di capolavori, perché a commuoverci, più che le storie sono sempre ancora le immagini. E le immagini proseguono oltre la mostra, nelle collezioni permanenti delle Gallerie dell’Accademia, dove si incontrano i contemporanei, e il paragone con i capolavori di Giorgione, Veronese e Tintoretto diventa anche motivo per amplificare ed esaltare la novità del messaggio tizianesco.
Gallerie dell'Accademia,
dal 26.01.2008 al 20.04.2008, Venezia - Dorsoduro, da martedì a domenica 08.15-19.15; lunedì 08.15-14.00

giovedì 1 novembre 2007

Pensa con i sensi - Senti con la mente. L’arte al presente. Biennale di Venezia - 52. Esposizione Internazionale d’Arte

Fonte: APT Venezia
La 52 Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, allestita negli spazi delle Corderie e parte delle Artiglierie dell’Arsenale e nel Padiglione Italia ai Giardini, presenta un centinaio di artisti provenienti da tutto il mondo con opere, anche site specific, e nuove produzioni realizzate, in collaborazione con la Biennale di Venezia, per questa occasione espositiva.
Una mostra che guarda al futuro ma non al passato', così la definisce Storr, sottolineando le linee-guida di una ampia ricognizione che lo ha portato a invitare artisti viventi e attivi e, nei rari casi in cui essi non lo siano per cause accidentali o premature, le loro opere testimoniano una vitalità che le rende più che mai attuali. “Questa mostra - spiega inoltre Robert Storr - non si basa su una proposta ideologica o teorica onnicomprensiva. Piuttosto si fonda su un atteggiamento di base nei confronti dell'arte, rivolto a supporre che le dicotomie analitiche tra il percettivo e il concettuale, tra pensiero e sentimento, piacere e dolore, intuizione e riflessione critica, troppo spesso oscurano o negano la presenza complessa di tutti questi fattori nella nostra esperienza del mondo, nonché la presenza di tutte queste dimensioni nell'arte che ne deriva. Ogni opera sarà lì a parlare per sé. Insieme, le corrispondenze tra le opere - che siano esse armoniose o dissonanti - solleciteranno l’attenzione del pubblico, io credo, verso la diversità di emozioni, materiali, temi e modi di coinvolgere il visitatore, che caratterizzano opere d'arte create in linguaggi diversi, e tutti, ciò nondimeno, coniugati al presente”.